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Terapia EMDR: cos’è, come funziona e quando può aiutare

Redazione

La terapia EMDR è oggi uno degli approcci psicoterapeutici più utilizzati per il trattamento dei traumi e delle esperienze emotivamente stressanti. Sempre più persone si avvicinano a questo metodo quando sentono che eventi del passato continuano a influenzare il presente, generando disagio emotivo, ansia o difficoltà relazionali.

Conoscere cos’è l’EMDR, come agisce e a chi può essere utile permette di orientarsi con maggiore consapevolezza nel proprio percorso di benessere psicologico.

Cos’è la terapia EMDR

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.

Si tratta di un approccio psicoterapeutico strutturato che parte dall’idea che alcune esperienze traumatiche o particolarmente stressanti non vengano elaborate correttamente dal cervello e restino “bloccate”, continuando a generare sofferenza nel tempo.

La terapia EMDR aiuta a rielaborare questi ricordi, riducendone l’impatto emotivo e permettendo alla persona di integrarli in modo più adattivo.

Come funziona l’EMDR

Durante le sedute, il terapeuta guida la persona a concentrarsi su un ricordo disturbante, sulle emozioni e sulle sensazioni corporee associate, mentre applica una stimolazione bilaterale alternata, che può avvenire tramite:

  • movimenti oculari guidati
  • stimolazioni tattili alternate
  • suoni alternati

Questo processo favorisce una rielaborazione più funzionale dell’esperienza, permettendo al ricordo di perdere progressivamente la sua carica emotiva negativa.

Come agisce l’EMDR sul cervello

L’EMDR stimola i naturali meccanismi di elaborazione del cervello, simili a quelli che avvengono durante la fase REM del sonno. Quando un evento traumatico non viene integrato correttamente, rimane “attivo” nel sistema nervoso, come se stesse accadendo nel presente.

Attraverso la stimolazione bilaterale, il cervello può riconnettere informazioni, emozioni e sensazioni, favorendo una riorganizzazione più adattiva del ricordo.

EMDR e memoria traumatica

I ricordi traumatici non sono semplici memorie del passato, ma possono manifestarsi attraverso immagini intrusive, reazioni emotive intense o sintomi fisici. L’EMDR lavora proprio su questa memoria “non elaborata”, aiutando la persona a ricordare senza rivivere.

Il ricordo resta, ma cambia il modo in cui viene percepito e vissuto.

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Per quali problemi è indicata la terapia EMDR

L’EMDR è particolarmente conosciuta per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico, ma può essere utile anche in presenza di:

  • traumi singoli o complessi
  • lutti non elaborati
  • esperienze di abuso o maltrattamento
  • ansia e attacchi di panico
  • fobie
  • depressione
  • difficoltà relazionali e di autostima
  • eventi di vita stressanti come separazioni, incidenti o malattie

Non è necessario aver vissuto un evento estremo: anche esperienze apparentemente “minori” possono lasciare tracce emotive profonde.

La terapia EMDR è adatta a tutti?

L’EMDR può essere adatta a molte persone, ma non è un intervento standardizzato valido per chiunque in ogni momento. Il terapeuta valuta attentamente la storia personale, le risorse emotive e la stabilità psicologica prima di iniziare il lavoro sui ricordi traumatici.

In alcuni casi è necessario un periodo iniziale di preparazione e rafforzamento emotivo.

L’EMDR fa rivivere il trauma?

Una delle paure più comuni è quella di dover rivivere il trauma in modo intenso. In realtà, l’EMDR non obbliga a raccontare nei dettagli l’esperienza né a riviverla come se stesse accadendo di nuovo.

Il lavoro avviene in modo graduale e controllato, rispettando sempre i tempi e i limiti della persona.

Quanto dura una terapia EMDR

La durata di un percorso EMDR varia in base alla complessità della problematica e alla storia individuale. Alcune persone sperimentano benefici già dopo poche sedute, mentre altre necessitano di un lavoro più lungo.

Non esiste una durata “giusta” uguale per tutti: il percorso viene costruito su misura.

Come capire se l’EMDR può aiutarti

Potresti considerare l’EMDR se:

  • senti che eventi del passato continuano a influenzare il tuo presente
  • reagisci in modo intenso a situazioni che ti sembrano sproporzionate
  • fai fatica a lasciarti alle spalle esperienze dolorose
  • provi emozioni o sensazioni corporee che non riesci a spiegare

Un colloquio con un professionista può aiutarti a chiarire se questo approccio è adatto alle tue esigenze.

A chi rivolgersi per iniziare un percorso

È fondamentale affidarsi a psicologi o psicoterapeuti formati e certificati in EMDR, in grado di accompagnare la persona in un percorso sicuro, graduale e personalizzato. Un professionista qualificato valuta attentamente la storia individuale, le risorse emotive e i bisogni specifici, costruendo un intervento rispettoso dei tempi di ciascuno.

Se senti il bisogno di un supporto psicologico individuale, su Mymentis puoi intraprendere un percorso di terapia individuale con professionisti qualificati pensato per aiutarti ad affrontare esperienze difficili, gestire il disagio emotivo e ritrovare equilibrio e benessere.

Chiedere aiuto è un atto di cura verso se stessi e può rappresentare il primo passo verso un cambiamento profondo e duraturo.

Conclusione

La terapia EMDR offre una possibilità concreta per elaborare esperienze difficili e ridurre la sofferenza emotiva legata al passato. Attraverso un lavoro strutturato e basato su solide evidenze, è possibile recuperare equilibrio, serenità e una maggiore libertà emotiva nel presente.

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