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Asperger: cos’è oggi, quali sono le caratteristiche e perché si parla di disturbo dello spettro dell’autismo

Redazione

Per molti anni il termine Asperger è stato utilizzato per descrivere persone con caratteristiche specifiche del neurosviluppo, come difficoltà nelle interazioni sociali, interessi molto intensi e modalità particolari di comunicare, senza un ritardo significativo nello sviluppo cognitivo o del linguaggio.

Oggi la comunità scientifica utilizza una terminologia diversa. Dal 2013, infatti, la Sindrome di Asperger non costituisce più una diagnosi autonoma ed è stata inclusa nel Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Autism Spectrum Disorder – ASD).

Nonostante questo cambiamento, la parola “Asperger” continua a essere ampiamente cercata online e molte persone la utilizzano ancora per descrivere la propria esperienza o quella di un familiare.

In questo articolo scoprirai cosa significa oggi parlare di Asperger, quali sono le caratteristiche più comuni, come avviene la diagnosi e quali percorsi di supporto possono favorire il benessere e la qualità della vita.

Che cos’è la Sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger era una diagnosi introdotta nelle precedenti classificazioni internazionali per descrivere persone con caratteristiche riconducibili all’autismo, ma senza disabilità intellettiva e senza ritardi significativi nello sviluppo del linguaggio.

Con la pubblicazione del DSM-5 dell’American Psychiatric Association, questa categoria è stata eliminata e ricompresa nel più ampio Disturbo dello Spettro dell’Autismo (ASD).

Anche la classificazione ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità adotta un approccio basato sullo spettro, riconoscendo che le manifestazioni dell’autismo possono essere molto diverse da persona a persona.

Per questo motivo oggi molti professionisti preferiscono parlare di autismo senza disabilità intellettiva o di disturbo dello spettro dell’autismo, pur riconoscendo che il termine Asperger rimane diffuso nel linguaggio comune.

Perché il termine Asperger è ancora utilizzato

Molte persone che hanno ricevuto la diagnosi prima del 2013 continuano a identificarsi con il termine Asperger.

Inoltre, la parola è ancora molto presente nei media, nei libri, nei film e nelle ricerche online.

Utilizzarla in ambito divulgativo può essere utile per rispondere alle domande degli utenti, purché venga spiegato che la terminologia clinica attuale è cambiata.

Questa precisazione aiuta a evitare confusione e garantisce informazioni aggiornate e coerenti con le classificazioni diagnostiche internazionali.

Quali sono le caratteristiche più comuni

Ogni persona nello spettro autistico è unica e presenta un proprio profilo di punti di forza e difficoltà.

Tuttavia, alcune caratteristiche risultano particolarmente frequenti.

Difficoltà nelle interazioni sociali

Le persone possono avere difficoltà a interpretare segnali non verbali, comprendere impliciti comunicativi o intuire le intenzioni degli altri.

Questo non significa mancanza di interesse per le relazioni: molte desiderano costruire amicizie e legami affettivi, ma incontrano ostacoli nella comunicazione reciproca.

Interessi specifici e molto intensi

È comune sviluppare interessi particolarmente approfonditi in argomenti specifici, con un livello di conoscenza spesso molto elevato.

Questi interessi rappresentano spesso una risorsa importante e possono favorire competenze professionali e personali.

Bisogno di routine

Molte persone preferiscono ambienti prevedibili e organizzati.

Cambiamenti improvvisi, imprevisti o modifiche delle abitudini possono generare disagio o aumentare il livello di stress.

Sensibilità sensoriale

Suoni, luci, odori, consistenze o affollamento possono essere percepiti con un’intensità maggiore rispetto alla media.

La sensibilità sensoriale rappresenta una delle caratteristiche frequentemente riportate dalle persone nello spettro autistico.

Asperger negli adulti

Negli ultimi anni è aumentato il numero di adulti che cercano informazioni sull’Asperger dopo aver riconosciuto in sé alcune caratteristiche.

Molte persone hanno imparato, nel corso della vita, a mascherare alcune difficoltà attraverso strategie di adattamento, fenomeno noto come masking.

Questo può rendere più difficile il riconoscimento delle caratteristiche autistiche, soprattutto nelle donne e nelle persone con elevate capacità cognitive.

Tra i segnali che portano più frequentemente a richiedere una valutazione troviamo:

  • difficoltà relazionali persistenti;
  • senso di diversità fin dall’infanzia;
  • affaticamento sociale;
  • necessità di routine molto rigide;
  • interessi intensi e altamente specifici;
  • elevata sensibilità agli stimoli ambientali.

Asperger nei bambini

Nei bambini le caratteristiche possono emergere già nei primi anni di vita, anche se non sempre risultano immediatamente evidenti.

Tra i possibili segnali troviamo:

  • difficoltà nel gioco sociale;
  • interessi ristretti;
  • modalità comunicative peculiari;
  • rigidità comportamentale;
  • difficoltà nel comprendere le emozioni altrui;
  • ipersensibilità sensoriale.

Una valutazione precoce permette di comprendere meglio il profilo di funzionamento del bambino e di individuare gli interventi più appropriati.

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Come si effettua la diagnosi

La diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo viene effettuata attraverso una valutazione multidisciplinare.

Lo psicologo e gli altri professionisti coinvolti raccolgono informazioni mediante:

  • colloqui clinici;
  • osservazione diretta;
  • test psicodiagnostici validati;
  • anamnesi dello sviluppo;
  • confronto con la famiglia quando opportuno.

Non esiste un singolo esame capace di confermare la diagnosi: il processo diagnostico integra diverse fonti di informazione.

Asperger e intelligenza

Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda il rapporto tra Asperger e intelligenza.

Le persone nello spettro autistico possono presentare livelli cognitivi molto differenti.

Nel profilo un tempo definito Asperger non era presente disabilità intellettiva, ma questo non significa che tutte le persone abbiano capacità eccezionali o caratteristiche simili tra loro.

Ogni individuo possiede un proprio funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale.

Quali sono i punti di forza

Parlare di autismo significa anche riconoscere le risorse della persona.

Molte persone presentano:

  • notevole attenzione ai dettagli;
  • pensiero logico;
  • memoria molto sviluppata;
  • precisione;
  • sincerità;
  • perseveranza;
  • competenze elevate nei propri ambiti di interesse.

L’approccio moderno non si concentra esclusivamente sulle difficoltà, ma valorizza anche le capacità individuali e promuove contesti inclusivi.

Quali interventi possono essere utili

Non esiste una “cura” per l’autismo, poiché non si tratta di una malattia.

Gli interventi hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, favorire l’autonomia e sostenere il benessere psicologico.

A seconda delle esigenze della persona possono essere utili:

  • supporto psicologico;
  • psicoeducazione;
  • training sulle abilità sociali;
  • interventi sulla regolazione emotiva;
  • supporto alla gestione dell’ansia;
  • consulenza familiare.

Le linee guida internazionali sottolineano l’importanza di costruire interventi personalizzati, rispettosi delle caratteristiche individuali e dei diritti della persona.

Il ruolo dello psicologo

Lo psicologo può offrire un contributo importante sia nella fase di valutazione sia durante il percorso successivo.

L’obiettivo non è modificare l’identità della persona, ma favorire una migliore comprensione del proprio funzionamento, sviluppare strategie efficaci per affrontare le difficoltà quotidiane e promuovere il benessere nelle relazioni, nello studio e nel lavoro.

Come Mymentis può aiutare

Comprendere il proprio funzionamento o quello di un familiare può rappresentare un passaggio importante verso una maggiore consapevolezza.

Gli psicologi di Mymentis offrono percorsi di consulenza e supporto psicologico rivolti ad adolescenti, adulti e famiglie. Attraverso valutazioni approfondite e interventi basati sulle evidenze scientifiche, accompagnano le persone nella gestione delle difficoltà relazionali, dell’ansia, della regolazione emotiva e delle sfide quotidiane associate al disturbo dello spettro dell’autismo, promuovendo sempre un approccio rispettoso della neurodiversità.

Asperger oggi: comprendere la neurodiversità per favorire il benessere

La parola Asperger continua a essere molto utilizzata, ma oggi la comunità scientifica parla di Disturbo dello Spettro dell’Autismo.

Al di là delle definizioni diagnostiche, ciò che conta è riconoscere l’unicità di ogni persona, valorizzarne le risorse e offrire un supporto adeguato quando emergono difficoltà.

Una diagnosi accurata e un intervento personalizzato possono contribuire a migliorare significativamente la qualità della vita, promuovendo inclusione, autonomia e benessere psicologico.

FAQ: domande frequenti sulla Sindrome di Asperger

Che cos’è la Sindrome di Asperger?

La Sindrome di Asperger era una diagnosi utilizzata per descrivere alcune persone nello spettro autistico senza disabilità intellettiva o ritardo del linguaggio. Oggi è inclusa nel Disturbo dello Spettro dell’Autismo.

Perché la Sindrome di Asperger non esiste più come diagnosi?

Dal 2013 il DSM-5 ha unificato le diverse categorie diagnostiche sotto il Disturbo dello Spettro dell’Autismo, riconoscendo che si tratta di un continuum di caratteristiche.

Quali sono le caratteristiche dell’Asperger?

Tra le più comuni vi sono difficoltà nelle interazioni sociali, interessi intensi, bisogno di routine e possibili sensibilità sensoriali, con grande variabilità da persona a persona.

Come si riconosce l’Asperger negli adulti?

Negli adulti possono emergere difficoltà relazionali persistenti, affaticamento sociale, bisogno di prevedibilità, interessi molto specifici e una storia di sentirsi “diversi” fin dall’infanzia.

L’Asperger è una malattia?

No. Oggi si parla di disturbo del neurosviluppo all’interno dello spettro autistico. L’approccio moderno considera la neurodiversità come una naturale variabilità del funzionamento umano.

Quando è utile una valutazione psicologica?

Quando le caratteristiche osservate interferiscono con le relazioni, il lavoro, lo studio o il benessere personale, una valutazione specialistica può aiutare a comprendere il proprio profilo di funzionamento.

Questo articolo ha puramente carattere divulgativo e non può/intende sostituirsi al consulto di un professionista della salute mentale.

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